Dal punto di arrivo, e poi a ritroso fino alle origine; dovendo trattare un tema arduo da trattare ho pensato di camminare così.

Muhammad nasce circa nel 570 d.C. in una città, Mecca, punto nevralgico del mondo arabo, lì le rotte commerciali di nord (regni cristiani) e sud (Etiopia) si incontravano; da qui non solo tradizioni ma anche monaci, per lo più nestoriani e monofisiti, partivano per insediarsi nello Ḥiğāz.

A venticinque anni il matrimonio con Khadīğa e nel 610 d.C. le prime rivelazioni.

Quale sviluppo culturale c’è a Mecca nel periodo tra il 595 e il 610 d.C.? Che formazione ha Muhammad? Quali idee si erano formate su Gesù e chi può averle fatte conoscere al Profeta?

Cugino di Khadīğa, Waraqa ben Nawfal, giudeo-cristiano di stampo nestoriano, stretto consulente di Muhammad, è la chiave di volta per cercare di comprendere l’interpretazione islamica di Gesù.

Waraqa muore nel 614 d.C.: vent’anni di insegnamenti in cui Muhammad viene a conoscenza dei dogmi cristiani e di tutte le eresie che contornavano la autoproclamatasi ortodossia; è in questi anni che si abbozza prima (surat meccane) e si modella e plasma poi (surat medinesi) l’immagine e la concezione di Gesù, decisamente lontana da quella presentata dal cristianesimo.

La teologia nestoriana fu dichiarata eretica durante il famoso Concilio di Efeso, è da qui che Nestorio, dopo essere stato deposto da vescovo, si ritira nel mondo arabo con i suoi seguaci. Facile comprendere il perchè all’Islam il nestorianesimo piaccia: (molto in sintesi) non è possibile che sia esistita una sola natura di cristo, sono da tenersi ben separate la natura divina, che è sempre rimasta lontana dall’umanità, e la figura umana; ecco perchè Maria è da appellarsi christotokos.

Il calderone quindi è così “riempito”: arkān al-islām, teologia nestoriana, ebraismo, eresie cristiane, vangeli apocrifi.

Ma che cosa dice, allora, il Testo sacro? Essendo il tema estremamente vasto, avendo io pocherighe a disposizione, essendo i versetti numerosi andrò per punti, dando un’esposizione generale che permetta di capire le tematiche, ogni punto avrebbe, ovviamente, l’importanza e la capacità di essere articolo a se stante.

1 L’annunciazione. Il Corano così recita: “E quella, che aveva preservato la sua vulva. Insuflammo in lei uno spirito proveniente da Noi e facemmo di lei e di suo figlio un segno per i mondi”. Se leggiamo con attenzione, invece, il passo biblico dell’annunciazione, due sono i passaggi che si devono sottolineare: la discesa della Spirito Santo e la sua accettazione; il Vangelo infatti dice che è lo Spirito che scende su di lei e non è soffiato da Gabriele. Il secondo punto è la mancanza di accettazione della Vergine: il famoso fiat. Non è un fatto di poco conto, conferma, anzi, l’assoluta autorità di Dio e la sottomissione dell’uomo ai suoi voleri.

2 La vita giovanile. I quattro Vangeli canonici ci danno pochissime informazioni sulla vita giovanile di Gesù; ciò che si può leggere tra le righe è che, sino ai trent’anni circa, la sua vita scorre tranquilla e senza grandi avvenimenti o fatti prodigiosi. Il Corano si ferma, invece, più volte a raccontare fatti straordinari dell’infanzia di Gesù per sottolineare l’importanza della sua persona nata dallo Spirito di Dio. La quasi totalità di ciò che il Testo sacro racconta proviene dalla sterminata produzione dei Vangeli Apocrifi.

3 La crocifissione. Il Vangelo di Bartolomeo così racconta: “Signore, quando tu andavi ad essere appeso alla croce, io ti seguivo da lontano, ti vidi appeso alla croce e (vidi) gli angeli venire giù dal cielo e adorarti. E quando si fece buio io guardai e ti vidi sparire dalla croce”. Anche l’Islam non accetta la morte in croce di Gesù, anzi precisa meglio “così parve a loro”.

4 La venuta dello Spirito. È con la morte che Gesù “butta fuori lo spirito”, questa la vera traduzione del più noto emisit spiritum latino, ma già prima aveva annunciato la venuta del Consolatore, è proprio su questo termine che l’Islam interviene. Esso infatti deriva dal greco antico parakletos che significa anche “protettore” o “consolatore”. Il Profeta viene più volte definito dal Corano “consolatore delle genti”, ecco allora che Gesù annunciando la venuta del Paraclito annuncia la venuta di Muhammad, e, in sintesi, la conclusione della venuta dei profeti. Vi è anche un’altra spiegazione più accurata. Molti studiosi musulmani, infatti, ritengono che il mondo cristiano abbia sotituito la parola periklutos, originariamente nel testo, con parakletos. La prima infatti significherebbe “molto lodato”, “glorioso” ossia l’esatto equivalente della parola ahmad che troviamo, detta da Gesù, nel testo coranico e che proviene dalla stessa radice verbale (ḥ d m) che compone il nome Muhammad.

Un ḥadith racconta: “Ogni bambino appena nato è toccato dal diavolo e questo contatto lo fa piangere. Eccetto Maria e suo figlio”.